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LE PRIMARIE ED IO...di getto (in ogni senso)
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Domenica 25 Novembre 2012

andare a votare alle primarie. senza entusiasmo. senza convinzione. con una bella incazzatura dentro. con la voglia di togliere gli occhiali ai candidati e invitarli ad uscire per strada, sul marciapiede, occhi negli occhi e guardia alta.

perchè votare allora?
perchè credo nello strumento delle primarie. perchè se al loro posto ci fossero candidati migliori ci andrei con entusiasmo. perchè devono capire che mi hanno ridotto la fiammella della passione, ma non la voglia di dire la mia.
perchè non abbiano scuse per dire "non è venuto nessuno, le primarie non servono più". 
perchè il percorso della democrazia costituzionale in italia è riuscito miracolosamente a partorire una creatura così, che ha in sè i germi di un forte spirito di partecipazione alla vita di tutti.
perchè voglio essere responsabile e sbagliare, se sbaglio, ma non voglio che sbaglino per me. la delega allo sbaglio mi ha stancato, non voglio esserne complice.

chi voterò? non importa. tanto il potere già in mano ai candidati non glielo toglie nessuno. voto per me, non voto per loro.

antonella barletta

 
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C'è chi dice NO, in memoria di Enzo Pavone
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Domenica 26 Giugno 2011
aquiloneZaino in spalla, bermuda, capelli raccolti in una coda bassa, sorriso mesto. Enzo discende l'ultima rampa di scale. Squilla il campanello, quella sera io sono a casa dei miei. Apro la porta. E' Enzo, è venuto a salutare mia madre e mio fratello. Loro due sono coetanei e sono molto amici.
Hanno qualcosa in comune lui e mio fratello. Forse il senso dell'ironia, forse la testa piena di ideali o di sogni di libertà, forse quell'aria malinconica di chi ha già conosciuto  la disperazione in tante persone e ogni giorno la sente troppo vicina, forse la dolcezza e la complicità con cui Enzo prima, mio fratello poi, tratteranno le loro creature.
Di sicuro in comune hanno quei capelli lunghi e scuri, segno evidente del loro anticonformismo, della voglia di rompere con le convenzioni senza fare troppo rumore, con allegria e senza aprire il fuoco.
 
Se stasera sono qui...
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Lunedì 13 Giugno 2011
antonella_amsterdam_piccolaSe in Italia non ci sono problemi di libera informazione, perché Michele Santoro è stato mandato via? Perché di questo si tratta, o qualcuno ipocritamente preferisce credere che sia stata una sua libera scelta, una decisione incondizionata?
Dalla cacciata del 2002, quando l'editto bulgaro decretò la fine delle trasmissioni di Santoro, Biagi e Luttazzi, non si è mai arrestato il processo di epurazione in Rai.
Silvio Berlusconi e la sua corte, l'Agcom, l'ex direttore generale Masi e tutti i liberi servi (che servi restano) da anni si stracciano le vesti e chiedono alla luce del sole, ma ancor più al buio delle loro illecite trame (vedi intercettazioni telefoniche), che l'ingombrante conduttore di Annozero venga professionalmente accoppato, che gli si chiuda la bocca ai microfoni Rai.
Anche a costo di sottrarre alla Rai quindici milioni di euro di introiti pubblicitari che le derivano da Annozero.
Chissenefrega, tanto mica sono i soldi del monarca, trattasi in fondo dei soldi della plebe.
 
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