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C'è chi dice NO, in memoria di Enzo Pavone
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Domenica 26 Giugno 2011
aquiloneZaino in spalla, bermuda, capelli raccolti in una coda bassa, sorriso mesto. Enzo discende l'ultima rampa di scale. Squilla il campanello, quella sera io sono a casa dei miei. Apro la porta. E' Enzo, è venuto a salutare mia madre e mio fratello. Loro due sono coetanei e sono molto amici.
Hanno qualcosa in comune lui e mio fratello. Forse il senso dell'ironia, forse la testa piena di ideali o di sogni di libertà, forse quell'aria malinconica di chi ha già conosciuto  la disperazione in tante persone e ogni giorno la sente troppo vicina, forse la dolcezza e la complicità con cui Enzo prima, mio fratello poi, tratteranno le loro creature.
Di sicuro in comune hanno quei capelli lunghi e scuri, segno evidente del loro anticonformismo, della voglia di rompere con le convenzioni senza fare troppo rumore, con allegria e senza aprire il fuoco.
 
Se stasera sono qui...
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Lunedì 13 Giugno 2011
antonella_amsterdam_piccolaSe in Italia non ci sono problemi di libera informazione, perché Michele Santoro è stato mandato via? Perché di questo si tratta, o qualcuno ipocritamente preferisce credere che sia stata una sua libera scelta, una decisione incondizionata?
Dalla cacciata del 2002, quando l'editto bulgaro decretò la fine delle trasmissioni di Santoro, Biagi e Luttazzi, non si è mai arrestato il processo di epurazione in Rai.
Silvio Berlusconi e la sua corte, l'Agcom, l'ex direttore generale Masi e tutti i liberi servi (che servi restano) da anni si stracciano le vesti e chiedono alla luce del sole, ma ancor più al buio delle loro illecite trame (vedi intercettazioni telefoniche), che l'ingombrante conduttore di Annozero venga professionalmente accoppato, che gli si chiuda la bocca ai microfoni Rai.
Anche a costo di sottrarre alla Rai quindici milioni di euro di introiti pubblicitari che le derivano da Annozero.
Chissenefrega, tanto mica sono i soldi del monarca, trattasi in fondo dei soldi della plebe.
 
Rapporto Ecomafia 2011: la Puglia tra le regioni più a rischio
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Domenica 12 Giugno 2011
LegambienteLa Puglia stabile al quarto posto nella classifica nazionale dopo Campania, Calabria e Sicilia
Più di 30mila illeciti ambientali accertati nel solo anno 2010. Due milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi sequestrati. 26.500 nuovi immobili abusivi stimati e 290 clan coinvolti.
Sono questi i dati nazionali del poco confortante Rapporto  Ecomafia 2011 presentato da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia alla presenza di  Antonio Laudati, Procuratore della Repubblica di Bari, Antonella Bellomo, Prefetto Vicario di Bari, Lorenzo Nicastro, assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia, Giuseppe Stasolla, consulente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti e le forze dell’ordine.
 
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