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Sabato 30 Gennaio 2010 |
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Con questo articolo inizia una serie di studi e interviste del Barometro sui grandi temi di sviluppo della città .
Ecco la “prima puntata” di un’inchiesta sui possibili progetti di riqualificazione del quartiere S. Giorgio, quinta Circoscrizione.
Una risposta di recupero territoriale può essere la STU.
È l’acronimo di Società di Trasformazione Urbana e forse l’unica strada per la riqualificazione del quartiere San Giorgio. Si tratta di un tipo di società mista, pubblica e privata, introdotta nel 1997 dalla cosiddetta “Bassanini-bis”. In buona sostanza la Stu acquisisce le aree interessate dall’intervento, contrattandone il trasferimento con i proprietari o facendo ricorso a procedure espropriative.
L’acquisizione può prevedere anche una permuta degli immobili, con altri di diversa volumetria in un luogo diverso. A questo punto si provvede alle attività di progettazione, costruzione e infine commercializzazione. Ovviamente alla base di tutto vi sono i privati, disposti a farsi carico dei costi di servizi e infrastrutture, in cambio della partecipazione agli utili della Stu.
Peraltro anche gli attuali proprietari, col conferimento alla Stu delle proprie aree, possono diventarne soci. Cosa ne sarebbe dei fabbricati già esistenti? Con tutta probabilità molti di essi verrebbero demoliti (ma solo una volta entrati nella disponibilità della Stu) per far spazio ad alberghi, ville, centri di aggregazione e spazi commerciali.
Il tutto anche nell’ottica del ricavo dei privati che investirebbero nell’opera di riqualificazione. Si tratta di un’operazione lunga e complessa. Per questo motivo l’assessore all’urbanistica Elio Sannicandro si è recato a Parma per monitorare una delle poche Stu realizzate in Italia. «Spero che entro quest’anno si riesca a sviluppare un progetto con gli interventi di trasformazione urbana che poi saranno inseriti nel piano regolatore, alcuni dei quali già presenti nel documento programmatico preliminare. A quel punto si potrà partire con la ricerca delle risorse economiche».
Un intervento su San Giorgio può seguire altri percorsi? Non lo sappiamo, sia per la scarsa disponibilità di risorse pubbliche, sia per la complessità dell’attuale assetto urbanistico. Nel frattempo i cittadini del quartiere dovranno accontentarsi della riqualificazione della Lama San Giorgio, inserita nel Piano strategico e parzialmente finanziata dalla Regione.
Come scritto all’inizio di questo articolo, il lavoro del Barometro alla ricerca di risposte diverse o di autorevoli conferme è solo alle prime battute. Vi informeremo degli esiti successivi delle nostre indagini.
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Roberto Maggi
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