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| Pronto ma inutilizzato lo Student Center di via Camillo Rosalba | | Stampa | |
| Giovedì 04 Febbraio 2010 |
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Da marzo 2008, il concorso di idee per la gestione non si è ancora concluso Chiudo gli occhi e per un attimo mi lascio prendere da un sogno. Sogno un gran caos di studenti che riempiono quell'enorme caserma di quattro piani. Alcuni leggono libri e giornali, altri si cimentano con i video e guardano film, altri ancora mangiano una pizza o bevono un caffè con i loro colleghi stranieri, ospiti della struttura. Qualcuno persino studia. Poi apro gli occhi e, per quello che si riesce a intravedere dai vetri sporchi, mi accorgo che ancora non c'è nulla di tutto questo. Eppure di tempo ne è passato. Mille domande affollano la mia mente, ma per darne risposta, devo mettermi alla ricerca. E così... Scopro che più di cinque anni fa, l'ex rettore dell'Università di Bari, Giovanni Girone, compra quello e altri edifici per “rilanciare l'edilizia universitaria e offrire più servizi agli studentiâ€. Salvo poi, lasciarlo inutilizzato per molto tempo.
Scopro che a marzo 2008 finalmente il nuovo rettore, Corrado Petrocelli, lancia un “concorso di idee per la gestione della strutturaâ€. Quindicimila euro, il premio per trovar rimedio alla mancanza di competenze progettuali dell'Università . Quindicimila euro da destinare al progetto più concreto e dettagliato, che rispetti i criteri di “congruenza, funzionalità e originalità †e presenti un “piano economico e finanziarioâ€. Scopro purtroppo che, per pubblicizzare il bando di concorso, si spendono 3.203 euro, ma il 18 novembre 2008, alla chiusura della gara, i partecipanti (aziende e singoli) sono solo sei. Scopro anche che i progetti (giudicati da una commissione creata appositamente il 29 dicembre 2008) non raggiungono il punteggio minimo di 70/100 punti. “Nessun progetto- ci dice Donato Giannoccaro, studente componente della commissione valutatrice - presenta un piano economicoâ€. Nessun vincitore, dunque, “probabilmente anche per la difficoltà del bandoâ€, mi suggerisce Leonardo Madio, rappresentante degli studenti in consiglio di amministrazione. Scopro che a marzo 2009, il concorso si riapre per i due partecipanti con il punteggio più alto, per poi, a giugno 2009, allargarsi anche agli altri quattro. Scopro che, sempre in quel di marzo, gli studenti dell'UDU (Unione degli Universitari) e del COLF (Collettivo di Lettere e Filosofia) occupano in modo pacifico e simbolico l’edificio stesso, per mostrare ai media le condizioni e le enormi potenzialità delle strutture, praticamente già pronte. Da quel giorno pieno di speranza e di sole primaverile, sono passate tre stagioni: la polvere si è depositata e gli alberi sulla terrazza sono cresciuti disordinatamente. Corrente e acqua, insieme ai sanitari, sono sempre lì, in attesa che qualcuno li usi. Non è dato sapere quando lo Student Center sarà arredato e finalmente inaugurato.“Sicuramente - afferma Donato - non prima di un annoâ€. Altre quattro stagioni di stand by per i sogni e i bisogni degli studenti. Angelo D’Angelo
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Commenti
Qui ci vuole una rivoluzione!!!
2.L'università di Bari non è solo un luogo di raccomandati..le parentele sono sì indiscutibili ma ciò non vuol dire che uno studente in gamba non possa farsi valere.
3.non esgeriamo con la sovversione!
l'idea nasce dalla voglia di mettersi alla prova e di offrire un progetto per la fruibilità di questa struttura. un gruppo informale costituito da un laureato in agraria(io), una ragazza in architettura, un ragazzo esperto di informatica(lau reando in farmacia) un laureando in marketing e un laureando in economia e commercio abbiamo realizzato il progetto.
il nostro gruppo di studenti si è classificato 3 dopo due studi privati. ma senza raggiunger i famosi 70 punti.
Ci tengo a precisare alcune cose lette nell'articolo. Nessuno raggiunge 70 punti non per la mancanza di un piano economico ma per la mancanza dell' individuazione di un gestore che doveva occuparsi di gestire la struttura.( vedi verbali disponibili sul sito uniba)
ad oggi nessuna comunicazione ufficiale è stata pervenuta ai partecipanti. quando ho terminato il progetto ero studente, oggi frequento un master a cremona, quando sarò convocato per l'implementazione non sò cosa farò. Se saremo convocati. La sensazione e che sarà presa un altra strada, ma soprattutto spero che gli studenti possano esprimere ( attraverso la partecipazione attiva) la loro opinione per i diversi progetti che sarannò proposti, in modo da non avere i soliti progetti ideati da qualcuno e poi poco fruibili dagli studenti.
Rimango a vostra disposizione per qualsiasi informazione.
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