Violenze in classe, violenze nei bagni, maestre che urlano tutta la mattina, bambini terrorizzati, picchiati selvaggiamente dai coetanei, “pugnalati†con una matita e riempiti di pugni e calci, alunni, genitori, insegnanti e dirigente scolastico pesantemente minacciati dalle famiglie dei piccoli violenti, parolacce e insulti senza sosta, assistenti sociali inermi e impaurite dalle minacce, omertà diffusa, terrore che paralizza.
Gli stessi bambini violenti che spesso vanno a scuola contusi, con il volto tumefatto, brutalmente ferito dalle percosse subìte a casa, minori che sono a loro volta costantemente violati, abusati in famiglia.
Tutto questo accade in una scuola elementare di Bari, in una ex-frazione, in uno di quei quartieri ad alta densità di disagio sociale, culturale ed economico.
Nessuno è disposto a parlarne apertamente, ma alcune mamme non ce la fanno più e si sono rivolte al nostro giornale. Potete ascoltarle in questo VIDEO che il Barometro ha girato in forma anonima, per tutelare la loro sicurezza e quella dei loro bambini. Naturalmente i loro nomi sono di fantasia.
I piccoli ormai, raccontano le mamme, tornano a casa senza sorriso, sono molto irritabili, alcuni durante il giorno vomitano, di notte sono svegliati da incubi continui, altri non vogliono nemmeno parlare con i genitori, se gli chiedi come è andata a scuola, si mettono le mani sulle orecchie e imprecano, urlano che non vogliono rispondere, buttano per aria quel si trovano tra le mani, picchiano sorelle, fratelli, intimano di non fare più quella domanda, a volte entrano in casa con la cartella ancora sulle spalle e la prima cosa che dicono, sbraitando, è “non mi chiedete com’è andata oggi, capito? Non me lo chiedete!â€.
Famiglie di boss, figli di boss che fin dall’infanzia vivono e si comportano secondo l’unica legge che hanno imparato: quella della violenza. E la applicano dappertutto, soprattutto a scuola, dove una autentica guerriglia urbana quotidiana mina la serenità della classe, impedisce il normale svolgimento delle lezioni e sconvolge la vita di tutti.
Le famiglie si sono già rivolte agli amministratori della città , agli assessori preposti, per chiedere che in queste classi alle maestre venga affiancato ogni giorno per tutta la durata delle lezioni un educatore, in modo da arginare i moti di violenza e sopraffazione degli alunni difficili. L’esperimento, già parzialmente attuato, ha funzionato benissimo. Ma è stato loro risposto che mancano i fondi, il Comune non avrebbe i soldi per pagare un educatore.
L'atteggiamento del Comune di Bari è grave perché dà l’idea di un ceffone in pieno viso a persone che vogliono farsi carico di questa situazione, che non chiedono l’allontanamento dei soggetti violenti e pericolosi, peraltro già espulsi da asili, scuole e persino da istituti pomeridiani. Sono mamme che amano i propri bambini e desiderano solo che possano frequentare la scuola in modo normale, come gli altri. Non solo. La loro sensibilità le induce a comprendere la dura realtà in cui nascono e vivono i figli della malavita, trovano che sia giusto e auspicabile che essi si mescolino a tutti gli altri bambini, che non vengano ghettizzati.
Se il loro disperato appello non verrà accolto, se non si troveranno i fondi per stipendiare un educatore, coloro che potranno toglieranno i propri figli da questa scuola, qualche famiglia sta già organizzando il trasferimento in altre sedi, ritrovandosi però di fronte alla disperazione dei loro bambini che non vorrebbero lasciare le proprie maestre e i propri amichetti. Un’insegnante ha già deciso di andar via. Chi rimarrà in quella classe? E in tutte le altre che verranno? Davvero il Comune lascerà che venga innalzato un muro altissimo tra la “buona†e la “cattiva†società ? E questi figli di un dio minore che fine faranno? |
Commenti
Non è questione di soldi ma di cultura e preparazione
Io dico che è sacrosanto investire e spenderei il doppio di quello che tu immagini di spendere.
Il problema è che i progetti nel sociale fin'ora hanno solo preso soldi a pioggia e non a risultato.
Quindi ripeto è questione di preparazione e volontà .
Ci sono molti operatori nel sociale che lavorano e meritano ma credimi anche tanti che impiegano la maggior parte del loro tempo per arrotondare i loro stipendi.
Allora dico bisogna regolamentare meglio la materia affinchè chi da risultati possa essere premiato.
Chi non vuole ciò è in malafede.
Sperando che tutti prendano coscienza dei problemi di questi piccoli innocenti.
Sono riusciti ad inserire un educatore in questa scuola? Si può essere così sordi dinanzi ad una richiesta di aiuto così disperata? Troppi bambini stanno soffrendo per questa situazione...troppi!!!!
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