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LA LETTERA AL SINDACO di Sandro Desiderato PDF  | Stampa |  E-mail
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Mercoledì 10 Marzo 2010
sandro_desideratoCaro Michele,

Giovani talenti ok.
E i ragazzi normali?

Cinema, teatro, televisione, musica, arte, ricerca. Nonostante le condizioni di partenza sfavorevoli, alcuni giovani pugliesi (soprattutto i salentini) fanno strada fuor di patria e si posizionano nel mercato nazionale sul punto massimo della piramide dei nuovi talenti. La Puglia, in particolare, fa notizia nel paese ed il talento creativo dei figli del sole miete consensi e simpatie in tutta Europa. Squattrinati e talentuosi, esportano una Puglia sconosciuta alla stragrande maggioranza della popolazione italiana. Se non sapessimo che il processo è spontaneo e che non appartiene ad una grande operazione di ri-costruzione di immagine pianificata da qualche stratega del marketing territoriale e sostenuta a suon di milioni di euro dagli Enti Locali, diremmo: finalmente del denaro pubblico ben speso! Così, naturalmente, non è.
Solo recentemente si sono avviate iniziative concrete per il supporto dei nostri giovani talenti in Puglia e già si corre il rischio di far divenire queste ultime iniziative di moda, per pochi eletti.
Quei giovani esportatori di Puglia sono purtroppo solo la punta evidente di un iceberg che nasconde - per esempio nella città di Bari - il 53% di disoccupati tra i giovani nella fascia di età compresa tra i 24 ed i 32 anni ed il 61% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni. Giovani meno dotati di talento, ma che preparano comunque le valigie. Figli del sole diplomati, ai quali non è possibile chiedere di continuare a studiare sino a 28-30 anni sperando che allora ci sia qualche possibilità in più. Ragazzi per i quali, tra le molte e spesso fittizie manovre anticrisi nazionali e regionali, non vi sono ammortizzatori sociali o corsie preferenziali per l’accesso ad una qualsiasi forma di lavoro vero.
Nella regione Puglia un giovane 19enne appena diplomato ha in dote scarsissimi incentivi economici per la sua prima occupazione. Quattro soldi per i tirocini, ancora meno per l’apprendistato, qualche piccolo sgravio previdenziale trovato con il lanternino dal consulente del lavoro più capace e soprattutto obblighi e vincoli per le imprese che scoraggiano anche il più volenteroso imprenditore.
Un giovane neo-assunto costa normalmente, ad una impresa, nel terziario, nell’artigianato o nell’industria, una cifra annuale compresa tra i 24.000 ed i 28.000 euro a fronte di una retribuzione netta di circa mille-millecento euro mensili.
La domanda a questo punto sorge spontanea: quando avviamo una significativa manovra di politica economica urbana sperimentale concertata con la Regione e finalizzata all’incentivazione delle assunzioni dei giovani under 29 normali, senza grandi talenti e non scienziati, nelle imprese della nostra città? Sgravi fiscali e previdenziali totali per i primi due anni ed incentivi cash alle imprese per tre anni con un contributo di almeno 10-15.000 euro anno per giovane neo-assunto?
Ogni imprenditore sa bene che un giovane al primo impiego ha bisogno di almeno due anni per imparare un lavoro e disciplinare la propria vita di conseguenza. Tutte le piccole aziende necessitano di nuove energie vitali e di manodopera giovane, ma oggi non sono nelle condizioni di retribuirla correttamente. Si può fare.
E’ stato fatto per i contratti etici, per welfare to work, per principi attivi e per i laboratori urbani di bollenti spiriti. Le risorse ci sono.
FESR ed FSE non sono monoliti impermeabili a revisioni di metà percorso ed i dirigenti regionali, che storceranno il naso di fronte ad una proposta del genere, conoscono bene i meccanismi di ri-negoziazione da avviare e le procedure da attivare anche con il governo centrale.
Si tratterebbe di una manovra strutturale, una vera manovra di nuova politica economica urbana, anche se inizialmente di carattere sperimentale.
Per dirla in politichese, una manovra coraggiosa ed innovativa alla portata della città capoluogo e necessaria per la ripresa dello sviluppo urbano. Una manovra da sindaco e…che si mette finalmente a fare il mestiere per il quale è stato ri-eletto.
Sandro Desiderato
 

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