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AMIU, nuova vita ai rifiuti con la Biostabilizzazione PDF  | Stampa |  E-mail
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Mercoledì 17 Marzo 2010
Rifiuti_frecceL’Amiu ha inaugurato il nuovo impianto di Biostabilizzazione. Realizzato con fondi Por (Programmi operativi regionali) e costato all’incirca 13 milioni di euro, consentirà di ridurre drasticamente il volume e il peso dei rifiuti da conferire in discarica.
Interessante il funzionamento del sistema. I rifiuti indifferenziati vengono triturati e lasciati a riposo per quindici giorni in apposite celle. Durante questo lasso di tempo viene insufflata aria calda, accelerando l’ossidazione della componente organica e anticipando ciò che avverrebbe in natura in parecchi anni.
La massa di rifiuti che ne viene fuori è secca, inodore e soprattutto meno ingombrante. In questa maniera lo smaltimento risulta meno oneroso, si allunga la vita delle discariche e soprattutto si evita la dispersione di liquidi potenzialmente inquinanti per le falde acquifere. Ma non è tutto.
La fase conclusiva del trattamento consente di separare i rifiuti metallici, per un successivo riutilizzo, e di selezionarne una parte, che diventerà combustibile da rifiuto. Cioè energia ricavata dall’immondizia. Tornando all’impianto, la fase più delicata è il filtraggio dell’aria in uscita, che avviene anch’esso in modo naturale.
Ad attuarlo, infatti, è uno strato di radici arboree alto 2 metri adagiato sul solaio. Insomma, l’uomo chiede alla natura di riparare i danni che egli stesso arreca all’ambiente.
Tante le autorità che hanno partecipato all’inaugurazione. Tra queste il sindaco Michele Emiliano, che ha sottolineato come « questo impianto arrivi in ritardo rispetto ad altre parti d’Italia, a causa dei dieci anni di cattiva gestione delle precedenti amministrazioni. » Tuttavia, bisogna fare ancora molto nella gestione dei rifiuti. Un incremento della raccolta differenziata consentirebbe di alleggerire ulteriormente le quantità di materiale da conferire in discarica. E soprattutto consentirebbe di ricavare dal nulla nuova materia prima. Per ora si può solo sognare un futuro senza discariche.
Roberto Maggi
 

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