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Discariche, salute pubblica e oro grigio PDF  | Stampa |  E-mail
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Domenica 14 Novembre 2010
La discarica Martucci, gestita dalla Lombardi Ecologia a Conversano: intervista con l'avvocato Angelo Lanno

avvocato angelo lanno - parte 1 avvocato Angelo Lanno - parte 2
Parte I (sentenza del TAR) Parte II (il Consiglio di Stato)

Affrontiamo un argomento complesso, lo facciamo con documenti e schemi (VEDI COSA E' ACCADUTO), con l'ausilio di un piccolo "glossario" dei rifiuti, ma soprattutto con l'aiuto dell'avvocato barese Angelo Lanno, che ha difeso il Comune di Conversano dinanzi al TAR contro la Regione Puglia e la Provincia di Bari, conseguendo un mese fa una sentenza storica a favore del Comune di Conversano, che poi il Consiglio di Stato ha sospeso, con un rinvio al 31 maggio 2011.
Ce ne occupiamo intanto perchè i rifiuti della città di Bari in passato finivano proprio in quella discarica, ma soprattutto per capire come andrà a finire con i sacchetti della spazzatura del capoluogo pugliese (e non solo) che attualmente sono sversati nella discarica di Giovinazzo. Qual è la situazione di questa discarica? Fino a quando potrà reggere?
Anche per questo cercheremo di capire con chiarezza la vicenda della discarica Martucci di Conversano, in gestione alla societĂ  Lombardi Ecologia, una discarica al centro delle tensioni da molti anni e approdata appunto nelle aule del TAR Puglia e infine del Consiglio di Stato.
Dire discarica fa sempre piĂą paura, rievoca immagini e odori nauseanti, disordini e malattie, proteste e manganelli...
Il  fatto è che i rifiuti sono  l’oro grigio di chi opera in questo settore. La monnezza fa fare un sacco di soldi.

Per esempio in questo caso, la tariffa di conferimento in discarica dei rifiuti biostabilizzati, pagata dai 21 Comuni del Consorzio pubblico A.T.O. (Ambito Territoriale Ottimale) Bacino Bari/5, è attualmente di circa 79 euro a tonnellata.
Se invece andasse a pieno regime l’impianto complesso, con una notevole riduzione del ricorso alla discarica, la tariffa sarebbe di circa 58 euro a tonnellata, come stabilito quattro anni fa nel contratto tra la Regione (nella persona del Commissario ai rifiuti, cioè lo stesso Vendola) e l'associazione dei Comuni interessati. E come ribadito senza ammissione di replica da un’ordinanza regionale emanata un mese fa,  prima che la Regione si rimangiasse la parola.
Una differenza di ben 20 euro a tonnellata, un risparmio enorme per le casse dei Comuni, ma un guadagno molto minore per chi opera nello smaltimento dei rifiuti. E’ o no l’oro grigio?
Peccato che ufficialmente non si riesca a sapere nulla riguardo alla sorte delle tariffe, visto che sul sito istituzionale dell’ATO Bari/5 la voce “Tariffe” è una voce morta, un silenzio che non dà risposte a nessuno. “nessuna informazione al momento”. Con buona pace della trasparenza.
E per completezza facciamo notare ai responsabili del Consorzio ATO Bari/5 che tutto il sito web soffre di una carenza di informazioni impressionante, è fermo almeno da un anno e la sezione riservata ai Comuni è in perenne allestimento. Quale bene comune soddisfa una fonte informativa pubblica e istituzionale priva di notizie e di aggiornamenti?

La Regione Puglia ha fatto della battaglia per la salute una ragione di vita, come si può non condividerla?  No al nucleare, no agli inceneritori, ieri ha detto no alle trivellazioni al largo di Polignano e di Otranto…Benissimo. I risultati ottenuti a Taranto, dove il livello delle  emissioni pericolose si è straordinariamente abbattuto, sono la prova di questa volontĂ .
Scegliere la strada più comoda, quella della discarica, è allora la spia di qualcosa di più profondo: la Regione Puglia non ha elaborato ancora un programma regionale di gestione dei rifiuti. Oggi essa non riesce ad andare oltre la logica delle discariche, prorogando finchè è possibile il loro utilizzo.
Domani, quando invece dei rifiuti “mixati” che abbiamo oggi, avremo tonnellate di balle di CDR (il combustibile ottenuto da una parte dei rifiuti stabilizzati) e non sapremo più dove metterle, andrà in scena la logica emergenziale dell’inceneritore, per disfarsi di queste balle?
O forse la Regione sa giĂ  come e in quali tempi  verrĂ  utilizzato tale combustibile? La gente sarĂ  costretta a convincersi che solo l’inceneritore potrĂ  evitare catastrofi piĂą gravi e urgenti? 
Tra l’altro proprio questo hanno immediatamente chiesto a gran voce i consiglieri regionali del PDL durante una seduta consiliare, all’indomani della sentenza di ottobre del TAR:  l’accensione immediata degli inceneritori. A Modugno ve n’è uno nuovo nuovo, mai acceso, by gruppo Marcegaglia.
L’amministrazione Vendola ha fatto tanto per la salubrità dell’aria a Taranto, ma la condotta che ha scelto nella questione dei rifiuti, suo malgrado premia e arricchisce i soliti gruppi di potere, oggi quelli che raccolgono e trattano i rifiuti, domani le aziende che li bruceranno.

E adesso una buona notizia: all’indomani della stessa sentenza di ottobre del TAR, a fronte dell’imminente chiusura della discarica Martucci, l’amministrazione comunale di Gioia del Colle (centrodestra) che fa parte del bacino Bari/5, ha deciso immediatamente di adottare la raccolta differenziata in paese.  Si è innescato un meccanismo virtuoso.
Ma non si può puntare alla raccolta differenziata confidando solo sulla buona volontà dei Comuni, o peggio ancora, sul timore di un’improvvisa emergenza igienico-sanitaria.

Bisogna investire sulla differenziata, fornendo ai Comuni soldi e competenze, attraverso un progetto organico di governo dei rifiuti.  Costa molto? Sì, costa, la battaglia per la salute costa, ma c’è qualcosa che vale piĂą della salute? E’ un diritto umano fondamentale, lo cita espressamente l’art. 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (“Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertĂ , ed alla sicurezza della propria persona”). La Costituzione vi ha dedicato l’art. 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”.

L’intervista all'avvocato Lanno è spezzata in due parti, vi invitiamo a seguirla tutta, perché così non si rischia di perdere il filo della narrazione e del racconto delle possibili conseguenze sulla vita e sulla salute delle popolazioni in Puglia.
Antonella Barletta

COSA E' ACCADUTO NEGLI ULTIMI ANNI...una breve cronologia a base di documenti originali

1996

Il TAR pugliese dichiara inquinata la discarica Martucci di Conversano, in gestione alla societĂ  Lombardi Ecologia.
2002-2004
La discarica Martucci viene ampliata.
26 luglio 2005
Il TAR pugliese emette una sentenza a favore della societĂ  pugliese COGEAM, che così vince l'appalto per la costruzione dell'impianto complesso di trattamento e smaltimento rifiuti. La COGEAM era arrivata seconda alla gara, ma fa ricorso contro la prima classificata,  l'azienda laziale COLARI e lo vince. La COGEAM costruirĂ  quindi l'intero impianto, quello tutt'ora parzialmente in funzione per biostabilizzare i rifiuti, che si trova a Conversano, nei pressi della discarica Martucci.
2009
Le autoritĂ  decidono di chiudere la discarica Martucci entro la fine del 2009.
29 dicembre
2009
L’apertura della discarica viene prorogata fino al 1° luglio 2010. Dopodiché deve andare a pieno regime l’impianto complesso di trattamento e smaltimento di proprietà della COGEAM.

8 giugno 2010
Il Consiglio di Stato annulla la sentenza del TAR emessa nel luglio 2005. La COGEAM perde la causa e torna ad essere la seconda società classificata. Però nel frattempo ha costruito l'impianto. Dopo 5 anni insomma la COLARI si ritrova vincitrice di un appalto ormai già "esaurito".
29 giugno 2010
L’impianto complesso di trattamento e smaltimento non è ancora entrato pienamente in funzione, perchè opera solo la biostabilizzazione dei rifiuti. Ma la proroga per l'uso della discarica Martucci sta per scadere. La Regione quindi emette un nuovo PROVVEDIMENTO D’URGENZA, l'ordinanza n. 1, prorogando ancora di 180 giorni l’utilizzo della discarica Martucci e della sola linea di biostabilizzazione (non entra ancora in funzione la linea di produzione del  combustibile CDR).
23 luglio 2010
Il Comune di Conversano ricorre dinanzi al TAR contro l'ordinanza del 29 giugno 2010 della Regione.
6 agosto 2010
Anche il Presidente della Provincia di Bari emette la sua prima ordinanza, la n. 1 del 06/08/2010 (della quale alla data di oggi non vi è traccia alcuna nell’Albo Pretorio sul sito isituzionale della Provincia). Si tratta di un PROVVEDIMENTO D’URGENZA, che autorizza la prosecuzione dell’attività in discarica e persino un “sopralzo” di 50 centimetri della discarica Martucci.
10 settembre 2010
Il Comune di Conversano (al quale si unisce il Comune di Mola), ricorre dinanzi al TAR contro l’ordinanza del 6 agosto della Provincia.
7 ottobre 2010
Il TAR Puglia, sede di BARI, emette una sentenza che da ragione al Comune di Coversano (e a quello di Mola di Bari), difeso dall’avvocato Angelo Lanno, che il Barometro ha intervistato. La sentenza ordina di smettere lo sversamento nella discarica Martucci, per evidenti gravi ragioni di pericolo per la salute delle popolazioni residenti.
11 ottobre 2010
La Regione Puglia con una ordinanza accoglie la sentenza del TAR e ordina la chiusura della discarica Martucci, avviando provvisoriamente per soli 30 giorni l’impianto di trattamento della COGEAM e autorizzando il conferimento dei rifiuti biostabilizzati nella vicina discarica di servizio/soccorso annessa all’impianto stesso.
13 ottobre 2010
Solo due giorni dopo aver ordinato la chiusura della discarica, la Regione ci ripensa. Impugna quindi la sentenza del TAR dinanzi al Consiglio di Stato, giudice superiore nelle cause fra pubbliche amministrazioni.  In questo modo ottiene la sospensione della sentenza del TAR, adducendo ragioni di EMERGENZA ASSOLUTA. La societĂ   LOMBARDI  Ecologia, infatti, minaccia non solo di non poter piĂą smaltire i rifiuti (a causa delle sentenza del TAR), ma anche di non ritirarli piĂą dai cassonetti per strada.
22 ottobre 2010
A fronte delle minacce della Lombardi Ecologia (immaginiamoci montagne di spazzatura per strada), la Regione effettua un vero e proprio dietrofront: con un nuovo provvedimento REVOCA la propria ordinanza dell’11 ottobre, che rispettava invece la sentenza del TAR.
26 ottobre 2010
Il Consiglio di Stato SOSPENDE l’efficacia della sentenza del TAR pugliese, accogliendo le ragioni della Regione Puglia, individuate nei rischi per la salute che si prefigurerebbero in queste condizioni, ed aggiorna la seduta al 31 maggio 2011.
Il Consiglio di Stato nella sua ordinanza richiama la Regione a mantenere con la massima sollecitudine l’impegno all’ “approntamento di prossime soluzioni alternative mediante l’attivazione del nuovo impianto complesso”.


 

Commenti  

 
-4 # 2010-11-15 10:45
"la Regione Puglia non ha elaborato ancora un programma regionale di gestione dei rifiuti"????
Prima di dire simili siocchezze, magari dare una controllatina a:
Decreto del Commissario delegato Emergenza Rifiuti 6 marzo 2001 n. 41;
Decreto del Commissario Delegato Emergenza Rifiuti 30 settembre 2002 n. 296;
Decreto del Commissario Delegato Emergenza Rifiuti 9 dicembre 2005 n. 187 (aggiornamento piano rifiuti urbani);
Decreto del Commissario Delegato Emergenza Rifiuti 28 dicembre 2006 n. 246, in cui è stata integrata la sezione rifiuti speciali e pericolosi;
Decreto del Commissario Delegato Emergenza Rifiuti del 26 marzo 2004 n. 56 con cui è stato integrato il Piano Regionale con il Piano di riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti urbani biodegradabili in Puglia ex. Art. 5 D.Lgs. n. 36/2003;
Deliberazione della Giunta Regionale n. 2668 del 28/12/2009 “Approvazione dell’Aggiorname nto del Piano di Gestione dei rifiuti speciali nella Regione Puglia.
Serve altro?
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+5 # 2010-11-15 13:00
Gentile Sig. Michele, lei segnala una serie di decreti e deliberazioni che, se realmente operativi, avrebbero dovuto e dovrebbero prevenire/curare il "mal di discarica". Invece fioccano provvedimenti d'urgenza da parte del Commissario ed è la stessa Regione ad agitare lo spettro dell'emergenza igienico-sanitaria. Intorno a cosa hanno deciso Tar e Consiglio di Stato, allora?
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+2 # 2010-11-15 13:13
Questa che lei pone e' un'altra questione (degna di riflessione). Volevo semplicemente far notare che l'affermazione "la Regione Puglia non ha elaborato ancora un programma regionale di gestione dei rifiuti" non corrisponde al vero. I Decreti ci sono eccome (e sono realmente operativi). Sarebbe molto interessante chiedere ad alcuni amministratori locali che spesso si ergono a "capipopolo" quale è la percentuale di raccolta differenziata nel proprio comune. Credo che molti per la vergogna dovrebbero sparire.
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+2 # 2010-11-15 17:38
Premesso che l'affermazione cui Michele fa riferimento va completata con ..."alternativa all'uso delle discariche", mi preme precisare che se è vero che bisogna puntare alla raccolta differenziata e che di tanto debbono innanzitutto farsi carico le amministrazioni comunali, è altresì vero che i comuni non possiedono (soprattutto dopo i vari tagli governativi) le risorse economiche indispensabili ad organizzare un servizio efficiente, che soprattutto induca il cittadino a compierla. La differenziata ha un costo notevole (il Comune più virtuoso di Salerno,infatti , investe quasi un milione e 400mila euro l'anno), perciò senza opportune entrate nessun "capopopolo" può affrontare adeguatamente il problema. Ma v'é di più: la differenziata ha senso se alla base v'è un "programma" (questa volta regionale o quanto meno "provinciale") di commercializzaz ione dei vari componenti (vetro, plastica, metallo, ecc.) derivati dalla selezione dei rifiuti, che comporti non solo il riciclo dei materiali ma anche un ritorno economico per le amministrazioni virtuose. Mentre se il "differenziato" finisce (com'è il sistema attuale) nel ciclo della biostabilizzazi one o al più nel ciclo di produzione del CDR, per poi essere: il biostabilizzato conferito in discarica, il compost stoccato in qualche silos in attesa di improbabili utilizzi, ditemi voi che senso ha affannarsi nella raccolta differenziata. Forse perchè tutto sommato si vuol favorire il rientro degli investimenti effettuati, dagli ineffabili gruppi industriali di settore, nei soliti impianti complessi di biostabilizzazi one ovvero negli altrettanto soliti termovalorizzat ori tanto cari agli "amici" della Lega Nord.
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0 # 2010-11-16 11:04
Premesso che se l'affermazione andava completata con altre parole era magari il caso di metterle, senza scrivere cose non corrispondenti al vero, sul problema dei costi della differenziata ci sarebbe da ragionale. La raccolta differenziata costa di piĂą, ma taglia anche molte voci di costo. Una analisi seria dei costi subiti dai Comuni per la raccolta dei rifiuti spesso dimostra che spendendo lo stesso (o a volte anche di meno o poco piĂą), si possono implementare servizi che garantiscano percentuali di raccolta differenziata corrispondendi ai limiti di legge (nazionali e regionali). Putroppo ci sono molti Comuni (spesso rappresentati da Capipopolo) che la raccolta differenziata semplicemente non la fanno, non sono mai passati a tariffa (che deve coprire il 100% dei costi per i rifiuti). Le assicuro inoltre che di "programmi" per il recupero delle frazioni recuperabili ce ne sono eccome, esiste il CONAI e gli altri consorzi di filiera. Attualmente il "differenziato" (inteso come carta, plastica, vetro, alluminio) non finisce nella biostabilizzazi one ma finisce negli impianti di recupero.
Se molti Comuni solo lo volessero si potrebbero fare molto di piĂą.
Citazione
 

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